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Curricolo verticale a.s. 2015/16

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Inizia la scuola e si riprende a parlare di curricolo verticale; evitando di perdersi in troppe descrizioni teoriche, mettiamo in evidenza i contenuti più significativi.

Che cos’è il curricolo verticale: le competenze stabilite dai traguardi delle Indicazioni Nazionali del I° ciclo si costruiscono nel lungo periodo. Ciò richiede una particolare attenzione alle caratteristiche degli alunni nei vari ordini di scuola per la scelta dei contenuti, dei mediatori, delle metodologie, dei linguaggi e per individuare gli elementi di continuità e discontinuità in un’ottica di progressione.

La progressività nel curricolo verticale esclude l’anticipare ciò che è atteso nel successivo ordine di scuola, per facilitare l’incontro con i saperi e l’universo culturale che si snoda dai campi d’esperienza alla specificità delle discipline.

I traguardi per lo sviluppo delle competenze, costituiscono i criteri per la valutazione delle competenze attese e, nello stesso tempo, indicano piste culturali e didattiche da percorrere. Tutto questo  assegna alla Scuola dell’Infanzia un ruolo di “piattaforma di lancio” del curricolo verticale, dove vengono individuate le caratteristiche  del percorso per lo sviluppo delle competenze attese al termine del primo ciclo di istruzione.

Tali caratteristiche vengono indicate per:

Le situazioni e i compiti di apprendimento: come possibilità di acquisire consapevolezza del proprio corpo e cura di sé, degli oggetti e degli ambienti, come sviluppo del pensiero analitico e critico per imparare ad imparare.

I contesti: come organizzazione di ambienti, relazioni e apprendimenti.

Le attività: finalizzate alla mobilizzazione di tutte le risorse.

Gli strumenti: riferiti a situazioni di vita varie e diversificate, e alla possibilità di sperimentare materiali e molteplici forme d’uso che devono includere le tecnologie.

Le competenze hanno la necessità di un tessuto sociale per poter essere acquisite, si fondano su una comunità che , prima di costituirsi tra gli alunni, deve essere il segno di riconoscimento dei docenti, come comunità di pratiche e di pensiero.

In questo anno scolastico abbiamo definito il curricolo seguendo le direttive dell’Istituto, nel rispetto di macro aree specifiche. Ecco lo schema:

curricolo verticale

La cura pedagogica

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4Nelle Indicazioni per il curricolo si legge:

“La scuola affianca al compito di insegnare ad apprendere quello di insegnare ad essere!”

Accompagnare e sostenere i processi di costruzione dell’identità significa porre le basi per lo sviluppo di competenze necessarie nell’intero arco della vita, fornire occasioni per prendere consapevolezza delle proprie potenzialità e risorse, per progettare e compiere scelte da protagonisti. Tutto questo si riflette nella Cura Pedagogica, che non si esprime in un generico interesse per l’altro, né si esaurisce nella risposta ad una richiesta di aiuto in un momentaneo stato di bisogno; piuttosto si configura come la ricerca incessante di risposte adeguate alla necessità dell’altro – il soggetto in crescita – di essere sostenuto nel suo divenire.

La Cura Pedagogica, pertanto, esige un radicale cambiamento di rotta nel modo di dirigere azioni e pensieri. L’attenzione  ne è il primo passo: essa si esprime nella profondità dell’ascolto, nella continuità e nella coerenza dell’esserci. E’ il soggetto in crescita che chiede di essere guardato con uno sguardo attento, per accogliere, accettare, confermare, ma anche per correggere, guidare, sostenere. Per i bambini  la disattenzione ha il sapore dell’abbandono, e gli adulti devono sentirsene responsabili.

Il secondo tratto è infatti la responsabilità : prendersi cura significa comprendere che qualcosa può dipendere dai propri atti e dai propri gesti. Più genitori ed insegnanti terranno conto di questa ineludibile circostanza del proprio ruolo, più saranno in grado di promuovere comportamenti responsabili nei propri figli e nei propri alunni.

Nell’esercizio della cura assistiamo oggi ad un prevalere –sia a scuola sia in famiglia- della dimensione affettiva e protettiva sulla dimensione etnica della responsabilità. Ciò comporta uno spostamento della relazione intergenerazionale dall’educazione (tirar fuori, promuovere le potenzialità) alla seduzione (compiacere, attrarre a sé nella permanenza del rapporto asimmetrico dell’inizio). Assumendo i compiti che l’altro dovrebbe svolgere, non solo non lo aiuta a crescere, ma lo si mantiene in una condizione di dipendenza e sottomissione, mettendo in atto un modo di prestar cura inautentico. Al contrario, poiché la cura autentica aiuta gli altri a divenire consapevoli e liberi, il prendersi cura trova il suo compimento nel distacco, un lasciar andare quando è tempo, quando la richiesta di attenzione si è evoluta e ha dato vita alla capacità di prendersi cura da sé.

—(tratto dalla rivista “Tresei” ed.Gulliver)

Didattica Inclusiva – leggi e decreti

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Nell’ottica di una “didattica inclusiva”…

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Bambini stranieri: L’inserimento scolastico dei bambini stranieri e migranti avviene sulla base della Legge 40 del 1988 e sul D.P.R. 349/99 tenendo conto delle Linee Guida per l’accoglienza degli alunni stranieri. La normativa riguardante i minori stranieri è molto ampia – convenzioni, programmi, dichiarazioni, leggi, DD.LL., DPR e circolari ministeriali hanno scandito il progressivo incremento delle presenze di adulti e minori con cittadinanza non italiana sul territorio nazionale. Oltre alla normativa le  “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, febbraio 2006” delineano un modello educativo che è di tipo integrativo, attento ai bisogni linguistici specifici, interculturale e dà indicazioni per l’accoglienza e le modalità organizzative delle scuole.

Bes: Il Ministro Profumo ha emanato il 27 Dicembre 2012 un’interessante Direttiva sui BES (Bisogni Educativi Speciali), bisogni educativi riferiti agli alunni che si trovano in particolari condizioni di difficoltà di apprendimento, pertanto estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento, richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla Legge 53/2003.

L.104: Le Legge 104/92 riconosce e tutela la partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità, in particolare nei luoghi per essa fondamentali: la scuola, durante l’infanzia e l’adolescenza (artt. 12, 13, 14, 15, 16 e 17) e il lavoro, nell’età adulta (artt. 18, 19, 20, 21 e 22). Una ricostruzione dell’iter legislativo riguardante l’integrazione, e dei relativi principi, è presente nelle “Linee guida per l’integrazione degli alunni con disabilità”, diramate con nota del 4 agosto 2009.

Parole chiave dei campi di esperienza

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Ogni campo di esperienza offre un insieme di oggetti, situazioni, immagini e linguaggi riferiti ai sistemi simbolici della nostra cultura capaci di evocare, stimolare e accompagnare apprendimenti progressivamente più sicuri.

I traguardi per lo sviluppo delle competenze presenti in ogni campo di esperienza suggeriscono all’insegnante le direzioni per creare piste di lavoro operative.

Per ogni campo di esperienza riportiamo una breve serie di parole chiave che ne indicano i contenuti principali.

              Immagine1Il se’ e l’altro

Domande sul senso del mondo

Orientamenti morali

Identità

Stati d’animo

Diritti e doveri

Il corpo e il movimentoImmagine2

Strumento di conoscenza di se’ nel mondo

Coordinamento

Movimento libero e guidato Mimica

Educazione alla salute

Schema corporeo

Capacità percettiva.

Immagini , suoni e colori

ManipolazioneImmagine5

Esplorazione materiale

Arte

Sensi

Tecniche

Mimica

Multimedialità

Immagine6

I discorsi e le parole

Comunicare

Ascoltare

Lessico

Pronuncia

Interazione verbale

Pensiero logico e creativo

Lettura

Lingua scritta

Lingua materna

Altre lingue

Immagine7La conoscenza del mondo                                                                               

 Curiosità

Rappresentazioni con criteri diversi

Oggetti, fenomeni, esseri viventi

Spazio

Tempo

Proprietà degli oggetti

Trasformazioni

Corpo umano- animale- vegetale

Numero e spazio

Quantità

Numero

Misura

Operazioni

Spazio

Direzione

Angolo e forme geometriche

(le immagini sono tratte dalle pubblicazioni Giunti)

Interpretazione traguardi di competenza

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Tenendo conto dei bisogni dei bambino nell’attuale società complessa e nel rispetto delle sue linee evolutive, la scuola si concretizza nel raggiungimento da parte degli alunni dei seguenti traguardi.

bambini

  • Capacità di uscire dal proprio io (superamento dell’egocentrismo): Acquisire la percezione di se stesso, acquisire coscienza e consapevolezza di sé, acquisire l’identità di sè.
  • Capacità di instaurare rapporti con gli altri: Accettare e rispettare coetanei e adulti, rispettare lo spazio altrui, imparare a collaborare con gli altri, riconoscere e rispettare le norme che regolano la vita comunitaria, formare un’identità culturale in una prospettiva multiculturale aperta alla relazione con culture diverse.
  • Raggiungere equilibrio emotivo: Sviluppare la propria personalità, acquisire indipendenza e autonomia, acquisire la capacità di giudicare le azioni proprie e quelle altrui, acquisire e rafforzare il senso di sicurezza, dominare i propri impulsi (paura, rabbia,aggressività, collera), rafforzare il sentimento di soddisfazione di fronte alle esplorazioni, alle ricerche, alle difficoltà superate, interagire costruttivamente con persone ed elementi di novità.
  • Raggiungere equilibrio emotivo: Affrontare la realtà con atteggiamenti razionali, saper analizzare e verificare la realtà, stimolare le capacità di comunicazione delle conoscenze relative ai vari campi d’esperienza.
  • Sviluppare un atteggiamento scientifico: Affrontare ogni aspetto della realtà fisica, sociale, naturale, consolidare le abilità sensoriali, percettive, motorie, cognitive e linguistiche.
  • Sviluppare la creatività: Conoscere la realtà attraverso molteplici linguaggi grafico-pittorici, manipolativi, espressivi, gestuali.
  • Acquisire sensibilità ecologica: Amare la natura, salvaguardarla e rispettarla.